Ouzo

Ouzo

La storia dell’ouzo non è molto chiara, ma c’è chi sostiene che il liquore derivi dal raki, un’altra bevanda alcolica distillata fin dai tempi dell’Impero Ottomano. La preparazione moderna dell’ouzo ha cominciato a diffondersi dopo l’indipendenza della Grecia e dal 1932 si è sviluppato un processo di distillazione in distillatori di rame; questa tecnica ora è diventata lo standard di produzione dell’ouzo. In molti affermano che si può usare quasi tutto per preparare l’alcool, ebbene i greci producono l’ouzo. Pigiano l’uva passa, le pelli, i semi, i gambi, mescolano con delle erbe, radici, bacche e fiori. Il forte odore che distingue l’ouzo proviene dalla presenza di anice, ma altri ingredienti comuni sono la liquirizia, il chiodo di garofano, l’angelica, la menta, il finocchio, la cannella, il coriandolo e i fiori di lime. Una volta lasciato fermentare per un po’, si mescola e si pone in distillatori di rame riscaldati. Dopo la distillazione si raffredda e lo si lascia riposare per diversi mesi. Gli esperti sostengono che un buon Ouzo debba sempre essere re-distillato, a differenza della maggior parte degli Ouzo che sono semplicemente mescolati. I conoscitori dicono che il miglior Ouzo proviene dalla Macedonia e dalle regioni di Lesvos, che sono da molti considerate le capitali dell’Ouzo. Pensate che per degustare questa bevanda sono stati creati gli “OUZERI”, che sono dei locali simili a dei “kafeneion” (caffètterie) dove si degustava l’ouso e il tsipouro con dei “mezedakia”. I “mesedakia” sono un’arte di per se stessi. Non sono particolarmente laboriosi, semplicemente si deve accompagnare l’ouso con degli stuzzichini, che si possono creare avendo anche poca immaginazione: cubetti di feta, cetrioli, pomodorini freschi o secchi, olive, sottaceti, polipo, gamberetti, calamaretti, cozze e vongole, sardine, acciughe, polpettine di carne, di verdure, di pomodori, sfogliatine di feta, di spinaci, di pollo, di zucchine, involtini di foglie di vite e di verza, salsine come la taramosalata, lo tzatziki, la melitzanosalata, la tyrosalata, peperoni arrostiti, verdure e carne alla griglia, salsiccia in umido con peperoni e si potrebbe continuare così per molte pagine. Immaginate poi, che si beva e si mangi in un posto come nella foto, o in una piccola taverna in riva al mare, sotto l’ombra di un albero in una delle isole o su per le montagne della terra ferma. Certo che dopo si può portare una bottiglia di ouzo per ricordo a casa (attenzione alle regole di sicurezza negli aeroporti !!! ) e magari con un libro di cucina potreste anche preparare la delizia che vi ricordate di aver mangiato, mancherà però un ingrediente particolare, unico, inclonabile, la Grecia!!!!! La Grecia, la “ELLAS” che seduce l’anima e lo spirito, l’occhio e l’orecchio sia di quelli che si sono recati di persona sia di quelli che sono arrivati sulle ali dell’immaginazione.